Autonomia In Differenziata

Autonomia In Differenziata Un mondo che dovrebbe andare sempre di più verso un pensare globale per un agire locale, va invece in direzione contraria coltivando un orticello sempre più piccolo che diventa grande e ricco a discapito dell’erba del vicino, dei ghiacciai che si sciolgono, delle alluvioni che ci sommergono e delle forbici sociali che diventano sempre più larghe e appuntite. Quando ho letto dell’autonomia differenziata ho immaginato proprio queste forbici in mano a porci latifondisti e sporchi caporali che senza sprecare nemmeno un minuto di umanità si spartiscono piccoli appezzamenti di terra e mazzette. Tavolate dove si ingozzano trovando soluzioni paradossali per cani che si mangiano la coda e le loro stesse feci. Divari che aumentano, politiche ambientali inutili e dannosi, (d)istruzione pubblica e sanità inesistente. Votta al profitto come diremmo al Sud, sempre più lontano e bistrattato da un Nord ricco e ingordo. Foglia oro e cotillon per una legge infame che porterà acqua a chi beve e deserto a chi ha sete. Una legge spazzatura da rigettare nell’indifferenziata. Autonomia in differenziata – 30×45 tecnica mista su carta – 2024
Aperitivo con l’Artista – Marco Parente

Aperitivo con l’Artista | Marco Parente “Aspetto che si combatta la guerra che renderà il mondo sicuro per l’anarchia e aspetto l’appassire definitivo di tutti i gioverni. E poi il grande fratello ci ha sbattutto in faccia tutto come sempre, non per informarci, non per renderci coscienti, senzienti. Non per indignarci forse finalmente, in fondo mica sono barattoli di pomodoro contro inutili quadri, non sono vernici contro un palazzo. No, è molto meno, vale molto meno. E così un poco alla volta tutti i giorni, come sempre, ci siamo abituati anche a questo. A far diventare normalità e trafiletti su un giornale tutto ciò che normalità non è”. Dalle pagine di un diario recente:“Volevo concentrarmi solo sul mio piccolo mondo interiore ma come si fa quando fuori è tutto così assurdo e sbagliato?E soprattutto che senso ha?Sono stati giorni intensi, ricchi e stracolmi di emozioni. Sono ancora scosso. Credo che Marco Parente mi abbia dato tanto. Ne parleremo, sentiremo ancora l’eco. Io per adesso sto cercando le parole per esprimere tale contezza come direbbe King, ma trovo solo colori in giro.Amereste di meno uno scorpione perché si comporta come tale?“Lawrence Ferlinghetti Questi piccoli pezzi in mostra sono Rivoluzione.Mi sono lasciato ispirare dai testi di Marco Parente , dalla sua rivoluzione gentile e ho realizzato nuovi lavori che hanno trovato posto e spazio e aria nel mio mondo, il mio cuore pulsante, una piccola galleria resistente che non potrebbe esistere senza il noi che tutti insieme stiamo costruendo. Attraversiamo la linea gialla che ci divide e lasciamoci trasportare. Io lo sto facendo.
Vivono tra noi

Vivono tra noi Il progetto nasce nel corso della residenza artistica BocsArt e trae origine da un parallelismo tra il lupo, animale totemico della città di Cosenza, e la figura dell’artista nell’immaginario collettivo, considerato spesso come un animale strano, ai limiti dalla società se decide di sottrarsi alla logica capitalistica dell’utilitarismo produttivo. Partendo dal Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, Conte elabora una marcia statica sull’ampia vetrata del Bocs, in cui le persone si mescolano con uomini e donne con teste di lupo. Il pubblico può marciare insieme a loro occupando gli spazi vuoti nella vetrata. L’opera promuove la protezione, l’integrazione e la partecipazione, ricalcando l’aspirazione all’inclusione del contemporaneo Gay Pride, che si è tenuto per la prima volta in città proprio nel luglio del 2017. Alla base dell’intervento pittorico e dell’apertura del Bocs c’è l’idea del “sentirsi a casa”: l’artista si è sentito accolto dalla residenza e dalla città, quindi ha voluto accogliere a sua volta gli artisti, gli attivisti, i sostenitori ed i simpatizzanti del Pride, e tutti i visitatori che volessero idealmente unirsi alla marcia di Vivono tra noi. Il titolo è volutamente ambiguo, perché l’omissione del soggetto rende impossibile capire se sono i lupi a vivere tra le persone “normali” oppure le persone “normali” a vivere tra i lupi: l’inclusione non è intesa come adesione al sistema pre-esistente, ma accettazione paritaria dell’altro.
Damnatio Memoriae

Damnatio Memoriae I briganti sono sempre esistiti, e non solo in Italia. È un fenomeno sociale e culturale che in qualche modo riguarda ogni storia, ogni popolo. Di brigantaggio si parlava già nell’antica Roma e nel Medioevo. La questione meridionale è venuta dopo. Il brigante è una persona le cui attività sono al di fuori della legge. Possiamo definire come brigantaggio la lotta dei partigiani, operai e comunisti contro il nazismo, il fascismo e la borghesia italiana. Brigante è il Popolo di Seattle contro le multinazionali, i No Tav contro l’alta velocità ferroviaria. Briganti sono i ragazzi di tutto il mondo del movimento ambientalista Fridays for future, ispirati da Greta Thunberg. Briganti lo siamo ogni volta che scendiamo in piazza a protestare. L’idea di brigante come simbolo di rivoluzione e lotta contro i poteri forti. Brigante sono io, brigante sei tu. Contro ogni guerra. I Collage sono volutamente deformati: ogni ritratto è la somma di più facce. Siamo tutti briganti. Siamo tutti frutto della storia. E quella non è mai oggettiva.
Natura cotta

Natura cotta Serie di 3 opere realizzate nel 2020 in tecnica mista.
Quello che non c’è

Quello che non c’è Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia. Cinque opere, un racconto destrutturato, un viaggio da fermi, per la prima volta dopo tanto tempo, alla scoperta della parte più intima, quella nascosta, quella che fa paura. Vieni un piccolo uccello azzurro nel cuore. Gli artisti hanno come tutti segreti, come lettere rubate al supermercato per un tozzo di pane e un briciolo di notorietà. Gli artisti non hanno segreti, agli occhi degli altri si trovano fragili tra certezze e speranze. Un viaggio, queste mie opere, alla scoperta di questi segreti tra passato e futuro, tra un’innocenza perduta e una cercata. Tra guardiani della casa a protezione del mio personale focolare, nudo, cercherò le domande giuste, che le risposte siamo tutti bravi a darle. Una maschera per dire chi siamo, arriverà poi il momento di togliere anche quella. Oggi fa ancora troppa paura. Un’opera, una tappa, un punto fermo. Porterò con me tutto quello che sono stato per non perdere pezzi lungo la strada: una piccola piccola valigia, un paio di scarpe, un pennarello, una domanda senza risposte. Quella che non c’è.
Hic et nunc

Hic et nunc Serie di 3 opere realizzate nel 2014 in tecnica mista.
Diario di residenza

Diario di residenza Serie di 3 opere realizzate nel 2014 in tecnica mista.
I soliti sospetti

I soliti sospetti Un progetto speciale dedicato alla legalità e studiato in occasione del ventesimo anniversario delle grandi stragi di mafia. Una busta di plastica in testa perché a non guardare, non parlare e non sentire non si vive meglio, si muore solo in maniera diversa. Una busta di plastica nera a coprire l’arte, quella storia dell’arte che oggi viene negata alle future generazioni. La mafia come silenzio,soffocamento,catene, bellezza negata e bellezza deturpata. Un progetto sul silenzio per cercare di fare rumore. Legalità come condivisione della bellezza, della cultura, delle regole intese come rispetto verso il prossimo e non come imposizioni. Legalità è libertà, partecipazione e consapevolezza.
Gruppi scultorei

Gruppi scultorei Gruppo di tele, realizate nel 2012, aventi per soggetto celebri gruppo scultorei. Amore e Psiche Acrilico su carta – 80×120 Il bacio Acrilico su carta – 80×120 Apollo e Dafne Acrilico su carta – 80×120 Laocoonte Acrilico su carta – 80×120