Vivono tra noi
Vivono tra noi
Il progetto nasce nel corso della residenza artistica BocsArt e trae origine da un parallelismo tra il lupo, animale totemico della città di Cosenza, e la figura dell’artista nell’immaginario collettivo, considerato spesso come un animale strano, ai limiti dalla società se decide di sottrarsi alla logica capitalistica dell’utilitarismo produttivo.
Partendo dal Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, Conte elabora una marcia statica sull’ampia vetrata del Bocs, in cui le persone si mescolano con uomini e donne con teste di lupo. Il pubblico può marciare insieme a loro occupando gli spazi vuoti nella vetrata.
L’opera promuove la protezione, l’integrazione e la partecipazione, ricalcando l’aspirazione all’inclusione del contemporaneo Gay Pride, che si è tenuto per la prima volta in città proprio nel luglio del 2017.
Alla base dell’intervento pittorico e dell’apertura del Bocs c’è l’idea del “sentirsi a casa”: l’artista si è sentito accolto dalla residenza e dalla città, quindi ha voluto accogliere a sua volta gli artisti, gli attivisti, i sostenitori ed i simpatizzanti del Pride, e tutti i visitatori che volessero idealmente unirsi alla marcia di Vivono tra noi. Il titolo è volutamente ambiguo, perché l’omissione del soggetto rende impossibile capire se sono i lupi a vivere tra le persone “normali” oppure le persone “normali” a vivere tra i lupi: l’inclusione non è intesa come adesione al sistema pre-esistente, ma accettazione paritaria dell’altro.